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10 / 08 / 2020

Attualita Birra dagli avanzi di pane, come nell’Antico Egitto. L’idea di Biova



Una neonata startup innovativa che produce birra dagli avanzi di pane, come facevano gli antichi egizi. Biova, nata a Torino alla fine dello scorso anno, recupera il pane invenduto da panetterie, supermercati e ristoranti per trasformarlo in un prodotto artigianale grazie alla collaborazione dei birrifici partner che sposano l’iniziativa.


“Il cibo già cotto non è facile da reimpiegare in tavola. Ogni giorno in Italia sono 13.000 i quintali di pane sprecati, per questo abbiamo pensato di trasformare questo spreco in valore – afferma Franco Dipietro, CEO di Biova – In 2.500 litri di Biova ci sono 150 chili di pane che, invece di essere buttati, producono un circolo virtuoso all’insegna dell’economia circolare. 150 chili di pane utilizzati per produrre birra significano un risparmio di malto d’orzo del 30% e una riduzione del consumo di CO2 pari a 5 voli aerei tra Roma e Londra“.




Come nasce Biova


Biova è, in realtà, il nome di una pagnotta piemontese. Lo abbiamo scelto proprio per ricordare e tramandare le nostre tradizioni – spiega il CEO – Con il modello di business che abbiamo messo a punto recuperiamo le eccedenze invendute, le portiamo nel nostro birrificio partner più vicino al punto di ritiro del pane, dove, grazie al lavoro dei nostri mastri birrai di fiducia, viene trasformato in birra”. 


Nella prima fase di lavorazione si macina il pane, in modo da ridurre le materie prime, poi viene lasciato un mese nel fermentatore e, una volta pronta, la birra viene imbottigliata o infustata.




Anche se questa startup è appena nata e da poco tempo distribuisce i suoi prodotti sul mercato, le prime proposte di collaborazione non hanno tardato ad arrivare.


“Abbiamo subito suscitato interesse in MacBun, l’hamburgheria di Torino, che ci distribuisce in 3 punti vendita in città. Ad oggi, tramite i loro negozi, abbiamo venduto circa 10.000 litri di Biova. Poi sono arrivate Coop Carrefour, che si sono interessate al nostro progetto proprio perché stavano aprendo i loro panifici interni e hanno visto in noi un’opportunità – spiega il CEO – Abbiamo iniziato a vendere a scaffale in 38 Ipercoop nel Nord Ovest d’Italia, raggiungendo una rotazione di 50 casse a settimana. I buoni risultati ottenuti hanno convinto l’azienda a passare al modello in partnership: abbiamo recuperato un primo carico del loro invenduto e creato una ricetta apposta per loro. Le vendite partiranno da fine mese in 38 ipermercati, 38 bar all’interno dei loro negozi e 91 supermercati Coop su tutto il Nord Ovest. Carrefour vuole, inoltre, testare il nostro prodotto e ci distribuirà in due ipermercati nel milanese. Anche Ikea, Unes e alcuni ristoranti etici si sono mostrati interessati alla nostra iniziativa”.




Fonte Start up italia




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