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14 / 03 / 2021

ambiente Il network di Borsino Rifiuti gioisce e parte per la conquista del mercato : I primi chiarimenti del governo sull’applicazione della Tari successivamente al DLGS 116/2020




Le utenze non domestiche potranno comunicare entro il 30 giugno di ogni anno la volontà di affidarsi, nell’esercizio successivo, al mercato e non al servizio pubblico per la gestione dei propri rifiuti urbani. I comuni dal canto loro dovranno prevedere, nei propri regolamenti Tari, riduzioni della parte variabile della tariffa proporzionali alle quantità di rifiuti urbani che le utenze non domestiche abbiano dimostrato di aver avviato a “recupero” attraverso operatori privati. Ecco arrivare i primi chiarimenti del governo sull’applicazione della Tari alla luce della nuova disciplina sulla classificazione dei rifiuti introdotta dal decreto legislativo 116 del 2020, con una circolare firmata dai Ministeri delle Finanze e dell’Ambiente (o meglio, della Transizione ecologica).


Le utenze non domestiche possono conferire al di fuori del servizio pubblico i propri rifiuti urbani previa dimostrazione di averli avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi.




E così, chiariscono i Ministeri, alla luce di quanto disposto dal 116, nei loro regolamenti i comuni dovranno prevedere riduzioni della parte variabile del tributo proporzionali alle quantità di rifiuti urbani che le utenze non domestiche abbiano attestato di aver avviato a “recupero”, e non solo a “riciclo” come invece prevedeva la disciplina sulla Tari, mentre la parte fissa «resta comunque dovuta». Vengono considerate produttrici sia di rifiuti urbani che di rifiuti speciali anche le attività industriali, ma sono escluse dal calcolo della Tari «le superfici dove avviene la lavorazione industriale» e «i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio di attività produttive di rifiuti speciali» mentre «continuano, invece, ad applicarsi i prelievi sui rifiuti, sia per la quota fissa che variabile, per le superfici produttive di rifiuti urbani, come, ad esempio, mense, uffici, servizi, depositi o magazzini».


Respinta al mittente invece la richiesta dei comuni di un limite quantitativo per i conferimenti al servizio pubblico da parte delle utenze non domestiche. 



Il network di Borsino rifiuti ha avviato il modello necessario per affrontare la sfida del mercato. Attualmente con piu di 15 Area Manager ed agenzie commerciali avviate su tutto il territorio nazionale ha stipulato i primi contratti con le utenze non domestiche. Da commercianti a supermercati a laboratori per un valore di contratti del valore di circa 1,5 milioni di euro. In questi giorni Borsino Rifiuti sta selezionando e fidilizzando in tutta Italia imprenditori,commerciali,partner tecnici di trasporto e lavorazione rifiuti.


Nel corso dei prossimi mesi si avvierà il quarto aumento di capitale necessario per affrontare con successo l'opportunitò di crescita.

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