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27 / 06 / 2021

ambiente Produzione di rifiuti urbani Italia a 30 milioni di tonnellate e l'evoluzione di Borsino Rifiuti


Ognuno di noi mette insieme 500 kg di spazzatura.



La raccolta differenziata arriva al 61,3% con il Sud che supera per la prima volta il 50% – mentre Il riciclo totale si attesta al 53,3%. l’esportazione riguarda il 2% dei rifiuti prodotti a livello nazionale


Incremento solo nel nord Italia, con quasi 14,4 milioni di tonnellate di rifiuti, dello 0,5% rispetto al 2018, mentre è in calo al Centro (-0,2%) con circa 6,6 milioni di tonnellate evidenzia e al Sud (-1,5%) con 9,1 milioni di tonnellate.

La raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate.

Nel 2019, il 50% dei rifiuti prodotti e raccolti in maniera differenziata viene inviato ad impianti di recupero. Il riciclaggio è al 53,3% e riguarda organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.


Nel 2019, il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è pari a 175,79 euro/abitante (nel 2018 era 174,48) in aumento di 1,31 euro ad abitante. Al Centro i costi più elevati (208,71 euro/abitante), segue il Sud con 188,53 euro/abitante. Al Nord il costo è pari a 155,83 euro ad abitante per anno.


Nel 2019 erano operativi 658 impianti di gestione dei rifiuti urbani: 355 al Nord, 121 al Centro e 182 al Sud. Di questi, 345 sono dedicati al trattamento della frazione organica della raccolta differenziata, 130 sono impianti per il trattamento meccanico o meccanico biologico dei rifiuti, 131 sono impianti di discarica, a cui si aggiungono 37 impianti di incenerimento e 15 impianti industriali che effettuano il coincenerimento dei rifiuti urbani.

Di questi 37 impianti operativi, il 70,3% si trova al Nord, in particolare in Lombardia e in Emilia Romagna.


I maggiori incrementi nella raccolta differenziata, per quanto riguarda il Sud, li abbiamo in Molise (+12 punti) e Sicilia (+9 punti), seguite dalla Sardegna (+6,3), dalla Puglia (+5,2) e dall'Abruzzo (+ 3,1).


Nel 2019 superano l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata, fissato al 2012 dalla normativa, 8 Regioni: Veneto (74,7%), Sardegna (73,3%), Trentino Alto Adige (73,1%), Lombardia (72%), Emilia Romagna (70,6%), Marche (70,3%), Friuli Venezia Giulia (67,2%) e Umbria (66,1%). Al di sopra del 60% la Valle d'Aosta (64,5%), il Piemonte (63,2%), l'Abruzzo (62,7%) e la Toscana (60,2%). Inferiore al 50% risulta la raccolta in Basilicata (49,4%) e Calabria (47,9%). La Sicilia rimane al di sotto del 40%, pur facendo registrare un aumento di 9 punti rispetto al 2018 (dal 29,5 al 38,5%).



L’evoluzione di Borsino Rifiuti


Guardando al futuro, Borsino Rifiuti ha avviato, da 6 mesi il piano di sviluppo per posizionarsi in Italia tra i big della raccolta dei rifiuti urbani prodotte dalle attivita non domestiche. Una sfida avviata con successo in 6 Provincie Italiane (Torino/Modena/Pisa/Roma/Napoli/Reggio Calabria). Il progetto, già in fase avanzata, prevede la realizzazione di una logistica territoriale partner coordinata da un algoritmo unico che gestisce le reali necessità di raccolta puntuale e permette all'utenza non domestica di entrare nel mondo dell'economia circolare.


Grazie anche al contributo di Borsino rifiuti sarà possibile, in futuro, ottimizzare il ciclo dei rifiuti generando benefici per i cittadini, l’ambiente e l’economia.



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