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02 / 05 / 2022

ambiente Cosenza, il consiglio comunale ha deciso: Tari più salata del 30%


"Il problema, purtroppo, risiede nel fatto che in questa città si pagano poco i tributi, perché c'è una contribuzione che ha un livello intollerabile, perché siamo al 26,1 per cento"

Le utenze domestiche aumentano del 30% in media ma restano sotto la media nazionale. Quelle commerciali scendono del 25% . Le agevolazioni restano tranne quelle del 2020/21 finanziate con i soldi dello stato per emergenza Covid. Non pagano quelli con isee fino a 500 euro. Queste in sintesi le decisioni prese dal consiglio comunale di ieri che si è lungamente riunito e in cui non sono mancate scintille.

Il Consiglio comunale, presieduto da Giuseppe Mazzuca ha approvato ieri, tra le altre cose, lo Schema Regolatorio per la definizione degli obblighi di qualità contrattuale e tecnica relativi al servizio rifiuti, vigenti dal 1° gennaio 2023 e la modifica del regolamento TARI, con il disco verde di 20 consiglieri (compresi Bianca Rende e Francesco Luberto) e con il voto contrario di 6 consiglieri (Francesco Spadafora, Giuseppe d’Ippolito, Ivana Lucanto, Alfredo Dodaro, Francesco Caruso e Francesco Cito).








Il Consiglio ha inoltre approvato il piano finanziario TARI per il periodo 2022 – 2025 e le tariffe TARI per l’anno 2022 con il voto favorevole di 18 consiglieri, 2 astensioni (Bianca Rende e Francesco Luberto) e 6 contrari (Francesco Spadafora, Giuseppe d’Ippolito, Ivana Lucanto, Alfredo Dodaro, Francesco Caruso e Francesco Cito).

Prima di chiudere i lavori il Consiglio comunale ha respinto, con 20 voti contrari e 6 favorevoli una risoluzione, sulla delibera Tari, che era stata presentata alla Presidenza dal gruppo di Fratelli d’Italia. Nella risoluzione, illustrata all’Assemblea dal consigliere Giuseppe d’Ippolito, il gruppo di Fratelli d’Italia “dato atto che nella proposta di delibera sulle tariffe Tari è prevista una sola fascia di esenzione, fino al limite massimo di tetto ISEE di 500 euro; considerato l’interesse del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di tutelare le fasce che finora hanno goduto dell’esenzione Tari, ha avanzato la proposta di trovare nel prossimo bilancio di previsione le risorse necessarie per mantenere invariate le soglie di esenzione TARI già individuate negli anni precedenti, impegnando il Sindaco e la Giunta a tener conto della risoluzione al momento della redazione del bilancio”.




Dopo aver respinto la risoluzione di Fratelli d’Italia, il Consiglio ha approvato (con 20 voti a favore e 6 contrari) un’altra risoluzione, questa volta presentata dai gruppi consiliari di maggioranza e dal gruppo Bianca Rende Sindaca, di cui ha dato lettura la stessa consigliera Rende, nella quale il Consiglio comunale, ascoltate le relazioni e gli impegni annunciati dal Sindaco Franz Caruso e dall’Assessore al bilancio in merito alle risorse che la Giunta si impegna a reperire per consentire l’immediata copertura dei costi necessari per assicurare l’innalzamento delle soglie di esenzione a valere sulle tariffe TARI e andare incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà, impegna il Sindaco e la Giunta a dare seguito a quanto annunciato durante la seduta dell’assise cittadina.

La relazione dell’Assessore Giordano

La seduta del Consiglio è stata aperta dalla relazione dell’Assessore al bilancio Francesco Giordano che ha sottolineato che “il Comune, per come previsto nell’ambito della nuova rimodulazione stabilita dall’ARERA per le modalità di gestione della TARI con la relativa fissazione delle tariffe, ha deciso di individuare un quadro di matrice regolatorio all’interno del quale collocarsi in riferimento alla qualità dei servizi che intende erogare alla collettività. Con riferimento ai 4 quadranti previsti, il Comune di Cosenza ha scelto, proponendola al Consiglio comunale, il quadrante 1 che prevede i livelli quali-quantitativi di servizio standard, sostanzialmente minimali, atti a garantire la gestione integrata dei rifiuti. L’auspicio è che da qui a qualche anno – ha detto ancora l’Assessore Giordano – ci si possa spostare su quadranti più elevati, perché questo significherà che si sarà riusciti a garantire un servizio di gestione integrata dei rifiuti più efficiente in termini di costi e più efficace in termini di risultati”.


“Sul punto (approvazione del piano finanziario TARI per il periodo 2022 – 2025) – ha detto ancora Giordano – si va più nel tecnico e si effettua un’attività di indicizzazione dei costi. Nel caso del Comune di Cosenza l’indice di crescita ammissibile di questi costi calcolati nel 2020 era l’1,01, praticamente una percentuale relativamente contenuta che non siamo riusciti a rispettare. Se nel 2020 avevamo un Pef consolidato di costi complessivi per 17 milioni e 86 mila euro, oggi, invece, con la rielaborazione del PEF 2022, tenendo conto dell’indicizzazione e dell’aumento dei maggior costi sostenuti nel 2021 e di quelli che si prevedono di sostenere anche nel 2022, si arriva ad un aumento di circa un milione e 100 mila euro perché si passa da 17 milioni e 86 mila euro a 18 milioni 240 mila euro. Abbiamo avuto dunque un aumento dei costi oggettivo di oltre un milione di euro. In questo momento noi non abbiamo la possibilità di fare scelte, perché, purtroppo, i costi non li decidiamo noi. I costi li si può migliorare o ridurre, l’efficienza del servizio può essere stravolta, ma ci vuole molto tempo, impegno e disponibilità dell’utenza a comprendere che il servizio TARI e la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non è un onere, ma è un onore e un’opportunità anche in termini di miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Noi nel Meridione continuiamo a vedere la Tari come un balzello e non come un’opportunità per migliorare un servizio fondamentale. I costi sono quelli e li dobbiamo coprire integralmente con la tariffa a meno che l’Ente non rinvenga nell’ambito della propria potestà regolamentare e nell’ambito delle proprie risorse finanziarie sacche di risorse e fondi di bilancio che possano essere utilizzati per concedere agevolazioni a chi ha diritto ad averle perché più debole o più meritevole.

Oggi siamo ad una percentuale di differenziazione del 62 % che in una città come Cosenza è assolutamente bassa. L’obiettivo deve tendere a sensibilizzare il più possibile l’utenza affinché si capisca che la differenziazione è un’attività che va a beneficio soprattutto di chi la garantisce e non soltanto dell’Ente. L’aumento di un milione di euro – ha aggiunto ancora l’Assessore al bilancio – rapportato al 2020 comporterebbe già di per sé un aumento del 7-8% delle tariffe base dell’utenza. La nostra Amministrazione ha preso la decisione di modificare l’impianto ripartitorio dei costi che c’è stato fino ad oggi tra le utenze domestiche e quelle non domestiche. Dall’analisi dell’ultimo Pef (e qui l’Assessore Giordano ha toccato anche il quarto punto all’ordine del giorno, le tariffe TARI per l’anno 2022) emerge un’anomalia che è difficilmente condivisibile: sui 18 milioni di euro la misura in cui questi costi sono riconducibili al conferimento da parte dell’utenza non domestica, cioè delle attività commerciali, è solo del 20%, mentre la misura secondo cui questi costi sono riconducibili alle utenze domestiche è l’80%. Ne dovrebbe derivare una distribuzione, chiaramente non nella stessa misura proporzionale, che penda dalla parte del caricamento degli oneri sul complesso delle tenze domestiche e non su quello delle utenze non domestiche.

Ci siamo accorti che su 18 milioni quasi 11 milioni di euro erano posti a carico delle utenze non domestiche che producono solo il 20% di quei rifiuti che, comunque sia, sono poche. Nonostante questo gli abbiamo caricato oltre il 60% dell’onere derivante dalla gestione del ciclo integrato dei rifiuti, riservando alle utenze domestiche un carico di circa 7 milioni di euro.

È chiaramente uno squilibrio assolutamente insostenibile alla luce di una serie di considerazioni di cui la prima è che il tessuto economico- sociale di Cosenza è molto debole alla cui crescita contribuiscono tutte le attività commerciali. Per cui sparare sul pianista comporta che il saloon rimanga senza musica. E quindi il tessuto commerciale ed economico cosentino va assolutamente sostenuto. Questo significa riequilibrare il peso. Per cui se un’utenza non domestica, secondo il vecchio impianto, pagava 10 volte il valore dell’utenza domestica, noi abbiamo deciso che paghi sì di più, ma non più di 6 volte. Questo significa anche che nell’elaborazione delle tariffe, rispetto ad una media che nell’ultimo PEF prevedeva un carico, in media, su ciascuna utenza non domestica di circa 2000 euro, si arriverà a chiedere circa 1600 euro. Ciò che non si fa pagare alle utenze non domestiche è chiaro che venga caricato su quelle domestiche.


Siamo riusciti ad ottenere un aumento di circa il 30% del carico richiesto alle utenze domestiche a fronte di una riduzione sulle utenze non domestiche di circa il 25%. Abbiamo sostanzialmente cercato di elaborare una politica tariffaria che potesse essere più equa, nel rapporto tra utenze domestiche e non domestiche. Ciò nonostante però , per evitare di indurre a pensare che il carico Tari sulle utenze domestiche sia andato oltre i limiti territorialmente compatibili e socialmente sostenibili, è bene richiamare i valori medi nazionali di prelievo sull’utenza domestica si attestano per l’anno 2021 e sono chiaramente in notevole aumento sul 2022, era di 310 euro. Dopo questa operazione che prevede un piccolo aumento per le utenze domestiche il valore medio di prelievo tributario sull’utenza domestica del Comune di Cosenza si attesta a 302 euro. Siamo quindi al di sotto del valore medio nazionale, a fronte di comuni come Crotone e Reggio Calabria che superano i 400 euro o i 500 euro in media di prelievo sulle utenze domestiche. Ritengo che questa sia una operazione doverosa come primo atto di questa amministrazione nell’ottica di un miglioramento in prospettiva di tutto il quadro del servizio della gestione dei rifiuti. Per quanto attiene alle agevolazioni – ha detto inoltre l’Assessore al bilancio, anche qui non c’è molta possibilità di scelta. L’anno scorso sono pervenuti dallo Stato finanziamenti per oltre un milione e 500 mila euro indirizzati proprio verso le agevolazioni in ambito TARI. Lo Stato ha deciso che i fondi sono finiti e quest’anno non riconosce nessuna agevolazione, nessun fondo a ristoro di eventuali agevolazioni che i Comuni volessero riconoscere in un periodo pandemico che è tutt’altro che finito. Per cui tutte le agevolazioni concesse fino all’anno scorso e che portavano ad una somma complessiva di circa un milione e 600 mila euro oggi non le abbiamo più e quindi si trattava di decidere cosa fare per mantenere questo livello di agevolazione che è stato parzialmente mantenuto e che per assenza di risorse proprie dell’ente e di risorse statali ci si è limitati a riconoscere un’esenzione dalla TARI soltanto per coloro che hanno un’ISEE fino a 500 euro. Questo perché – ha aggiunto Giordano – ancora non sappiamo quello che sarà il bilancio di previsione e quindi gli oneri che dovremo coprire. Chiaramente – ha concluso Giordano – risulta evidente l’impegno dell’Amministrazione a far di tutto, laddove dovessero reperirsi risorse di bilancio a ripristinare e rimodulare le agevolazioni”.

Il sindaco Franz Caruso ricorda Salvino

Nel corso della seduta è intervenuto anche il Sindaco Franz Caruso che ha iniziato il suo intervento chiedendo all’assemblea di osservare un minuto di raccoglimento in memoria dell’ingegner Carmelo Salvino, già Sindaco di Rogliano e dirigente regionale scomparso qualche giorno fa. Il Sindaco Franz Caruso ne ha ricordato la sua figura di amministratore attento e scrupoloso e di Sindaco apprezzato, oltre che quella di professionista di livello e di qualità che ha trascorso tutta la sua carriera professionale all’interno dell’istituzione regionale arrivando a ricoprire molteplici ruoli da dirigente e di tecnico affidabile. Franz Caruso di Carmelo Salvino ha tracciato anche un ricordo umano importante.

Subito dopo il Sindaco è tornato sul punto della discussione. “Il problema dei rifiuti – ha detto – investe tutto il territorio regionale e nazionale perché le difficoltà che si sono registrate sono anche la conseguenza della guerra in corso in Ucraina che ha comportato un aumento dei costi di trasferimento, di trasporto e di smaltimento che purtroppo non potevano essere preventivati. Se a questo aggiungiamo la cessazione dello stato di emergenza causato dal covid e quindi lo Stato ha annullato tutte le agevolazioni previste nel biennio pregresso, bisogna rendersi conto con onestà che effettivamente c’è una situazione di difficoltà che pone l’Amministrazione di fronte a delle scelte e questa Amministrazione proprio perché non intende né creare facili illusioni, né creare situazioni che possono provocare buchi di bilancio, con grande lealtà e trasparenza, ha posto il problema in Consiglio comunale rispetto a quello che è un Piano economico finanziario che prevede un aumento di oltre un milione di euro che deve essere necessariamente affrontato, valutato e risolto. La scelta politica è una scelta diversa di cui ci assumiamo la responsabilità perché è una scelta politica che riteniamo di grande equità, in quanto, per come è stato illustrato dall’Assessore Giordano, le tariffe di questo Comune, per quanto riguarda la TARI, sono le più basse di tutto il territorio, per quanto riguarda le utenze domestiche, e il carico che si attribuiva alle utenze non domestiche sarebbe una iniquità perché non sarebbe stato giusto pesare sulle spalle di un settore economico e del commerico già piegato dalla pandemia e dalla crisi economica che ancora investe la realtà nazionale e calabrese. Per cui – ha proseguito il primo cittadino – andare oggi a spalmare quel milione di euro in più su questa categoria la riteniamo una situazione assolutamente inaccettabile. Una situazione che auspichiamo possa essere anche fronteggiata con l’estensione delle agevolazioni anche a quelle categorie che hanno un ISEE più alto rispetto ai 500 euro oggi indicato.

Il problema, purtroppo, risiede nel fatto che in questa città si pagano poco i tributi, perché c’è una contribuzione che ha un livello intollerabile, perché siamo al 26,1 per cento. È un’anomalia tutta cittadina. Siamo la città dove si paga di meno la TARI e l’IMU e sono queste le cause che hanno portato le sezioni riunite della Corte dei Conti a dichiarare il dissesto in questa città”.

Poi il Sindaco ha parlato della necessità di cambiare la politica di riscossione dei tributi rispetto al passato. “Certamente, sarà diversa – ha detto -. Non possiamo tollerare che, in futuro, la nuova società di riscossione, qualunque essa sia, possa portare numeri come il 26,1% perché tutte le città italiane hanno una riscossione dei tributi che si attesta attorno al 70-75%. Qui siamo al patologico perché si invertono   i numeri.  Occorre invertire assolutamente e la politica che vogliamo perseguire sarà quella del far pagare tutti per pagare di meno”. Franz Caruso ha evidenziato anche altre problematiche come quelle di organizzazione e della mancata emissione dei ruoli, ma anche la duplicazione delle richieste di pagamento. In conclusione del suo intervento il Sindaco ha assicurato che, “se, in sede di approvazione del bilancio di previsione, ci saranno le risorse per ripristinare le agevolazioni, noi lo faremo”.
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